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pomeriggio dell’8 novembre 1943
a Sant’Angelo del Pesco io fui chiamato,
quale Segretario del Comune, da alcuni
ufficiali tedeschi, che mi attendevano
nei pressi del nostro Monumento ai Caduti,
nella piazza omonima. Mi chiesero anche
del Podestà, ma questi, sul momento,
era assente. Fra questi ufficiali superiori
c'era il Generale Kesserling, già
visto in altra occasione, di passaggio
per il nostro comune.
Senza
preamboli di sorta mi intimarono categoricamente :
« da qui tutta la popolazione
deve sgombrare per le ore cinque di domani
mattina. Chiunque vi rimarrà sarà
passato per le armi, essendo questa zona
di operazioni di prima linea ».
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Tra
gli altri generali, Luigi Preziosi
riconobbe il Generale Kesserling,
già visto in altre occasioni,
di passaggio, a Sant'Angelo. |
Io mi
permisi di obiettare che non era possibile,
in poche ore, sgombrare completamente.
Mi risposero che al mattino, per tempo,
sarebbero stati messi a disposizione numerosi
automezzi, che avrebbero potuto caricare
tutti e trasportarli verso Sulmona.
Non appena
questi ufficiali si furono allontanati,
diramai l’ordine perentorio a tutta
la popolazione. Inutile descrivere le
scene strazianti che ne seguitarono. Convocai
tutti i capifamiglia, il Parroco e le
altre personalità locali per stabilire
il da farsi.
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