Un grigio luminoso: ossimoro, paradosso. Un grigio
illuminato dal verde brillante che sa di radici
e futuro insieme. Strade e sentieri per la fuga
e per il ritorno. Andirivieni che sa di ricerca
del proprio passato e di slancio verso l'avvenire.
Tutto ciò nella rassegna d'arte "viviSant'Angelo".
Un grigio che è quello delle pietre molisane:
sassi utilizzati per costruire case, rocce arrotondate
dalle intemperie, pavimentazioni calpestate dagli
avi. Un grigio che sembra spegnersi nella mancanza
di speranza e che invece riceve luce e vita dal
verde splendido ed emozionante dell'erba e degli
alberi della terra di Molise.
Oreste Di Cristino ha saputo cogliere
tutto ciò e ha trovato il modo di tramutare
in immagini un distillato di contenuti importanti,
un messaggio così denso e intenso da commuovere.
Gli angoli più belli di Sant'Angelo sono
fotografati nel momento dall'assenza degli uomini.
Eppure gli oggetti della civiltà sono lì
a sottolineare che non c'è desolazione:
lampioni, fili elettrici, segnali stradali, l'insegna
di un ristorante, tralicci integrati nella natura.
Persino il cemento, l'asfalto e le ringhiere metalliche
vengono nobilitate in immagini di bella poesia.
Nella sezione dedicata al disegno, l'artista mette
in mostra la sua anima. Sul nero degli sfondi,
Oreste Di Cristino adagia la sua introversione
serena, il suo carattere meditativo, riflessivo,
nostalgico. E lancia verso il futuro, verso i
"nuovi orizzonti", se stesso e le sue
radici, Sant'Angelo, il Molise.
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